Radicati

Alice Padovani

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    Descrizione Opera

    Radicati è un’opera realizzata da Alice Padovani nell’ambito della residenza artistica Le radici esposte ospitata dal MuDI – Museo Diocesano d’arte Sacra di Taranto dal 5 al 10 luglio 2018. Il progetto della Padovani si inserisce in #WeAreTaranto, il nostro programma di residenze artistiche che ha l’obiettivo di mettere a sistema il beni culturali della città di Taranto. Il primo intervento. Un ruolo fondamentale nella realizzazione di Radicati è stato affidato alla comunità di Taranto, che nei giorni precedenti all’inaugurazione è stata invitata dall’artista a donare piccoli oggetti da incastonare tra le radici di un albero, oggetti, che anche se privi di valore reale, rappresentano nelle intenzioni della Padovani: “una memoria personale e o collettiva, come un ex-voto deve simboleggiare un istante, un sentimento, un desiderio, un’intenzione.

    Per Alice Padovani, mostrare le proprie radici significa mettere a nudo se stessi: ”esporre allo sguardo altrui il lato più vulnerabile e personale, l’angolo dove sono custoditi ricordi e ombre, tesori e dolori. Come un albero capovolto che mostra le proprie radici, ci capita di mostrare la nostra parte più vera, quando parliamo al mondo della nostra memoria.”. Alice è un’artista eclettica che si esprime attraverso la performance, il disegno o opere site specific come Radicati, che si inserisce perfettamente nel solco dei suoi lavori precedenti, tutti animati da un’intensa ricerca della memoria che prende forma attraverso le sue “collezioni” di oggetti, al contempo, cumuli e tracce da seguire.

     

    Visite: giovedì, sabato, domenica, 9.30-13.00 | 16.30-20.00

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    Luogo

    Il Museo Diocesano di Taranto si trova nell’edificio che per più di quattro secoli è stato la sede del Seminario Arcivescovile. La particolare struttura dell’edificio, un blocco a corte chiuso su quattro lati, conduce il visitatore a seguire un percorso con una duplice lettura: la conoscenza del contenitore (l’architettura e gli usi del Seminario) e del contenuto (il Museo Diocesano). Il percorso di visita al museo si sviluppa su tre piani per un totale di 36 sale espositive e sette sezioni tematiche. Il MUDI ha costruito una collezione che copre un arco temporale che va dal VII secolo al XXI secolo costituita da più di 300 opere d’arte fra arredi sacri, reliquie, sculture e dipinti di grande valore culturale come l’“Assunzione della Vergine” di Domenico Carella o “Ecce Homo” di Paolo De Matteis.

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