Hortus Mytilus. Giardino di reste

Fabulism e Ammostro

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    Descrizione Opera

    “Hortus Mytilus” tradizione e innovazione si fondono grazie alla reinterpretazione e al riuso delle reste, le cosiddette “calze” utilizzate per allevare le cozze, le quali una volta effettuata la raccolta diventano inutilizzabili. Il progetto si pone come azione per e con la collettività. Attraverso un workshop aperto sono state intraprese giornate di raccolta e pulizia delle reste che ritornano a vivere con “Hortus Mytilus”: un giardino artificiale che invita il visitatore ad attraversarlo, osservarlo e fermarsi e a riflettere sul rapporto tra il mare e il paesaggio della costa tarantina e al suo ruolo di bene comune da salvaguardare.

     

    * Visitabile solo su prenotazione

     Contatti: Angelo Cannata - Associazione "Le Sciaje"

     Tel: 3480019309

    Mail: lesciajegmail.com 

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    Indirizzo
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    Dettagli
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    Luogo

    La costruzione dell’ex Convento di Sant’Antonio, voluto da Giovanni Antonio Orsini, figlio di Raimondello, Principe di Taranto, risale al 1447. Il piano terra si presenta con quattro porticati delimitati da grandi colonne che reggono gli archi e la sequenza delle campate. Un tempo l’edificio, dedicato a Santa'Antonio da Padova, era ricco di opere d’arte: pareti affrescate, quadri e sculture, volute dallo stesso principe Orsini, da segnalare anche l’antica Chiesa, vero e proprio gioiello del gotico pugliese. L’edificio, sede storica dei Padri Osservanti ha ospitato poi i Padri Riformati fino al 1957, che modificarono gli interni del convento, abbattendo i muri dei due dormitori e delle stanze per ricavarne varie celle.

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